Lampade ad alta o bassa pressione?

Lampade ad alta o bassa pressione?

Come fare a scegliere tra lampade ad alta e lampade a bassa pressione? Eccoti una breve guida per aiutarti a distinguere le lampade ad alta da quelle a bassa pressione e trovare quella più adatta alle tue esigenze.

 

A livello ottico, sono facilmente distinguibili l’una dall'altra. Le lampade ad alta pressione si riconoscono dalla forma quadrata data dalle lampadine (bulbi) inserite all'interno di parabole riflettenti; quelle a bassa pressione, invece sono formate da lunghe lampade molto simili ai tubi al neon.

Ad un livello più profondo, le lampade si distinguono in base alla quantità ed al tipo di raggi ultravioletti emessi. Ma, che cosa sono i raggi UV?

Esistono tre tipi di raggi UV: A, B, C ma solo i primi due arrivano sulla terra, i raggi UVC vengono assorbiti dall'ozono e non raggiungono la terra.
La nostra pelle ha un sistema naturale di protezione contro i raggi ultravioletti. Quando viene sottoposta a questi raggi, produce melanina e assume un colorito bruno. La melanina è quindi, lo schermo naturale della pelle contro la luce del sole. Un altro schermo protettivo della pelle è la cheratina. L’esposizione ai raggi UV, specialmente agli UVB, è in grado di aumentare la produzione della cheratina determinando un incremento dello spessore. Questo ispessimento filtra i raggi ultravioletti e unito alla produzione di melanina, aumenta la capacità della pelle di proteggersi dal sole di oltre dieci volte.

Quando la luce colpisce il nostro corpo, la pelle fa da recettore e assorbe le radiazioni UVA e UVB che penetrano a profondità differenti nel nostro corpo. Le lampade si distinguono proprio in base al tipo di raggi ultravioletti emessi. Quelle a bassa pressione emettono una minima quantità di raggi UVA ed una maggiore quantità di raggi UVB, le lampade ad alta pressione invece, emettono una grande quantità di raggi UVA con i relativi filtri idonei necessari per tali raggi.

Pertanto, si può dedurre che:

  • Le lampade a bassa pressione emettono raggi che scaldano meno e penetrano più in profondità, stimolando la produzione di melanina per un’abbronzatura graduale, più profonda e duratura ma, allo stesso tempo, tendono ad arrossare la pelle esponendola maggiormente al rischio di scottature ed eritemi.
  • Le lampade ad alta pressione invece, emettono raggi che scaldano di più e penetrano meno in profondità, ossidando la melanina superficiale della pelle per un’abbronzatura subito visibile ma meno duratura nel tempo.
Come è consigliabile comportarsi, quindi, quando si intende fare uso di solarium e lampade abbronzanti?

Prima di tutto è importante conoscere bene il nostro tipo di pelle e come reagisce al sole. Se la nostra pelle è molto chiara e si abbronza con molta difficoltà (fototipo 1 o 2), significa che ha una bassa produzione di melanina e quindi una scarsa protezione dagli UV. Di conseguenza, per tali soggetti è necessario esporsi al sole e/o ai solarium con una particolare cautela.

E’ importante poi, fare attenzione ai tempi di esposizione. Per un’abbronzatura sicura, è meglio cominciare con una piccola dose di raggi UV, iniziando con sedute brevi che aumenteranno la propria durata in maniera graduale e con intervalli di almeno 24 ore tra una seduta e l’altra.
Per un colorito dorato e duraturo nel tempo, si consiglia di iniziare possibilmente con sedute di solarium a bassa pressione a durata graduale che stimolano ed incrementano la produzione di melanina, per poi passare alle lampade ad alta pressione che ossidano la melanina prodotta e scuriscono la pelle per un colorito dorato e luminoso.